Scienza e beneficienza: la generosità raddoppia
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Fare del bene non una, ma due volte. È la storia di Nicola Curtin, professoressa della Newcastle University che, dopo aver dedicato 30 anni della sua vita allo sviluppo di una cura per il cancro alle ovaie, ha deciso di essere ancora più generosa, donando in beneficenza 1,2 milioni di dollari provenienti dal brevetto del trattamento.

Rubraca®, il farmaco sviluppato dalla professoressa Curtin, interviene sul cosiddetto “gene Angelina Jolie”, dal nome della celebre attrice che ha deciso di farsi asportare preventivamente entrambi i seni dopo aver scoperto di essere portatrice della BRCA, una mutazione associata a un maggior rischio di tumore alla mammella e alle ovaie. Grazie allo studio della scienziata, tale mutazione oggi può essere trattata con un farmaco che fa sì che le cellule cancerose riparino il Dna malato, uccidendo le cellule tumorali e lasciando inalterato il tessuto sano. «Una scoperta che ha completamente modificato il modo in cui pensiamo alle cellule tumorali» – afferma Curtin, che alla potenzialità del trattamento ha aggiunto una straordinaria dose di altruismo.

La Newcastle University ha, infatti, venduto il brevetto del farmaco per 31 milioni di sterline e Curtin ha deciso di utilizzare la sua quota (865.000 sterline, ovvero 1,2 milioni di dollari) per lanciare il Curtin PARP (Passionate About Realizing Your Potential) Fund. Il fondo aiuterà le persone svantaggiate come i disabili, i senzatetto o le minoranze etniche, a superare gli ostacoli legati all’istruzione o all’occupazione. Con una serie di attività, sarà data loro la possibilità di sviluppare le competenze e i talenti necessari per emarginarsi dallo stato di necessità.

«Lo sviluppo clinico di Rubraca® è il risultato di molti anni di studi. Un lungo viaggio che mi ha fatto riflettere sulla mia vita: ho un buon lavoro, una bella casa e una famiglia amorevole. Cose che non tutti hanno. Per questo, mi sembra sbagliato beneficiare finanziariamente dalla ricerca – chiarisce la professoressa, paragonando la somma ricevuta a una vincita alla lotteria -. Credo che nessuno scienziato sia guidato da ragioni economiche, ciò che ci spinge è la voglia di scoprire cose nuove. Sono orgogliosa dei risultati a cui siamo arrivati con Rubraca®, ma oltre al lavoro c’è voluta anche un po’ di fortuna». Una fortuna che ora Curtin vuole condividere con chi ne ha più bisogno: «Questo studio ha cambiato la mia vita – conclude – e spero che la sua eredità possa cambiare quella di molte altre persone».