Pronto, mi racconti una favola?
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Le “Favole al telefono” di Gianni Rodari , sono nate “dallo scontro occasionale di due parole, da errori di ortografia, da giochi di parole…”. Il protagonista è il ragionier Bianchi, di Varese, rappresentante farmaceutico in giro per l’Italia costretto a un settimanale pendolarismo, interrotto soltanto la domenica. Ogni sera, alle nove in punto, raccontava una favola al telefono alla figlioletta che non riusciva a dormire. Le storie toccavano il cuore, al punto tale che le centraliniste interrompevano il loro lavoro per ascoltarle. Correva l’anno 1962.

Salto in avanti, marzo 2020. In questo tempo sospeso si moltiplicano le idee per condividere il tempo trascorso insieme tra le mura domestiche e renderlo più leggero e divertente, soprattutto per i bambini.

“Fiabe al telefono” è una di queste. L’idea è di due attrici, Aurelia Cipollini e Marzia Quartini che fanno parte del laboratorio teatrale di Lecce “L’Arcolaio”, proprio nell’anno in cui si festeggia il centenario dalla nascita di Gianni Rodari. Ogni martedì e ogni giovedì chiamando dalle 17 alle 19 il numero 349 1884928 è possibile ascoltare al telefono una fiaba “per bambini e ragazzi dagli 0 a 99 anni”. Le fiabe hanno una durata variabile dai 3 ai 6 minuti e il servizio è gratuito, a parte il costo della telefonata naturalmente.

Se poi si diventa affezionati ma si perde una fiaba, basta mandare un messaggio allo stesso numero per essere inseriti in un gruppo WhatsApp, su cui vengono inviate le registrazioni.

“Per questo particolare progetto – dice Aurelia Cipollini – abbiamo scelto di utilizzare le fiabe perché crediamo che i loro testi non abbiano età e che accompagnino di conseguenza la vita di ciascuno di noi, dai bambini agli adulti, dai giovani agli anziani. Le favole resistono all’avanzare delle tecnologie e ai cambiamenti degli usi e dei costumi di tutti i popoli e di tutte le culture”.

Con le fiabe al telefono si cerca di educare all’ascolto offrendo un’alternativa alle diverse modalità di comunicazione, che hanno fossilizzato gli individui. Le ideatrici desiderano che le fiabe arrivino a persone di tutte le età. I testi si scelgono dalle tradizioni popolari di tutto il mondo e non solo per i bambini, ma anche per gli adulti.

“Sono le storie che ci uniscono e che ci fanno sentire un po’ più vicini e un po’ meno soli” spiegano le promotrici dell’iniziativa. E mai come in questo momento sembra essercene bisogno.