Pasti solidali che portano un sorriso
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Tutto è iniziato un giorno, quando Flavia è uscita per portare a passeggio il cane e qualcuno anziché soldi le ha chiesto per elemosina del cibo. Con la crisi dovuta all’attuale scenario mondiale alcune criticità sociali si sono accentuate, ma lo spirito di solidarietà di molti cittadini in tutta Italia si è subito risvegliato. Flavia Brescia è una mamma di Napoli che, dopo quell’episodio, ha deciso di cucinare per i senzatetto della città partenopea insieme alle sue bambine, Angela e Alessandra, dando il via a una vera e propria rete di aiuto per chi non riusciva a mangiare. Con una spesa inferiore ai 5 euro ha acquistato pasta, pomodoro, vaschette in alluminio e si è messa ai fornelli. Compito delle piccole è stato rallegrare il tutto, come solo i bambini sanno fare, “giocando” a fare le porzioni e distribuirle nei contenitori, e disegnandovi sopra delle faccine sorridenti.

Ma Flavia non si è fermata qui: ha contattato i ragazzi dello Sgarrupato, spazio riqualificato del quartiere Montesanto, per le consegne. I giovani non si sono fatti attendere, in poco tempo si sono recati a casa della signora Flavia per portare i pasti nella tabaccheria di piazza Trieste e Trento, che per l’occasione si è trasformata in un centro di smistamento e punto di consegna ai senzatetto. I ragazzi dello Sgarrupato sono una realtà molto radicata in questa zona della città e hanno la possibilità di muoversi grazie alle autorizzazioni per chi fa volontariato. Aderiscono anche alla rete della Spesa sospesa che consegnano alle persone in difficoltà economiche tali da non permettere l’acquisto di cibo, e per farlo si riforniscono nei piccoli negozi di alimentari del quartiere che aderiscono all’iniziativa. Il primo giorno di questa esperienza la signora Flavia ha commentato così sul suo profilo Facebook: “C’è un esercito solidale che in meno di un’ora è venuto a ritirare la nostra pappa al sugo con formaggio, con tanto di sorriso disegnato. Non siete soli, non siete sole…”

L’iniziativa è stata d’esempio per gli altri abitanti di Napoli. In tanti sono stati contagiati dall’entusiasmo di Flavia e l’hanno chiamata per unirsi alla sua generosità. Così è nato un progetto collaborativo, in cui altre signore hanno preparato piatti da donare e distribuire ai senza fissa dimora di Napoli. Anche i commercianti fanno la loro parte, donando pacchi di pasta e polpa di pomodoro e altri ingredienti.

Insomma, la potenza dei buoni sentimenti unita all’intraprendenza e alla nobiltà d’animo di alcune persone, qui come in altre aree d’Italia, è stata in grado di generare forme straordinarie di solidarietà auto-organizzata, dal basso, all’altezza della pianificazione di una solida impresa.