Mucche, api e ciliegi: la natura si può adottare
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La ripartenza dell’economia passa anche dalla creatività. Accattivarsi nuovi clienti è l’obiettivo soprattutto di imprese agricole e piccoli allevamenti. Perché, invece di riempire il carrello della spesa con latte, miele, uova o verdura, non pensare di adottare una mucca? Oppure un’arnia di api, una gallina o un maiale? Un modo per sostenere le coltivazioni biologiche ma anche un “pretesto” per vivere una nuova esperienza, soprattutto per chi abita nelle grandi città: un tour in campagna o nelle stalle in cui si allevano gli animali. Numerose le opportunità nel nostro Paese.

A Montaperti, in provincia di Siena, l’azienda agricola “Le pietre vive” consente di adottare un alveare, scegliendo anche il nome dell’ape regina. In cambio promette una parte del miele prodotto. La quota di adozione è di 88 euro per ogni alveare e dà diritto a un pacchetto comprendente 6 kg di miele e due bottigliette da 10 cc di propoli; si tratta di miele artigianale, risultato di apicoltura biologica. La formula dell’adozione a distanza si applica anche ai bovini. L’iniziativa “Adotta una mucca” permette, a fronte del versamento di una quota tra 50 e 60 euro, di ricevere a casa 3 kg e mezzo di formaggio, più latte e burro. Con la possibilità anche di andarlo a ritirare di persona visitando la stalla che ospita 18 mucche di razza Brown Swiss e il caseificio dove si svolge l’attività di trasformazione.

Stesso principio, specie diversa. Anche il maiale si presta a essere adottato e accudito. È la proposta dell’azienda agricola “Il tralcio“, in provincia di Reggio Emilia, che si impegna ad allevare i suini allo stato semi brado, alimentandoli con prodotti bio. Inoltre, si può monitorare la vita degli animali tramite una webcam che riprende giorno e notte l’allevamento e recarsi sul posto per far visita all’animale e nutrirlo di persona.

Se invece degli animali vogliamo adottare o regalare un albero da frutto, la rete pullula di proposte. L’azienda Biorfarm trasforma i propri clienti in agricoltori digitali: con l’adozione online di un albero biologico è possibile monitorare la coltivazione di pere, pesche e uva e tanti altri frutti tramite web e scegliere di ricevere il raccolto a domicilio oppure andare direttamente nei campi per partecipare al raccolto. L’azienda agricola modenese Bettino Amidei, invece, consente di adottare un ciliegio per 70 euro ricavando 10 kg di frutti. Infine, il progetto “Adotta un Clementino” partito da Corigliano Rossano, in Calabria, è destinato ai golosi di agrumi.

Queste iniziative rappresentano un’occasione per dare una mano ad allevatori e aziende agricole, ma sono anche progetti di agricoltura sostenibile, con un valore culturale. Le fattorie e le cantine si danno una chance in più di far conoscere al pubblico la propria attività, incuriosendo attraverso esperienze enogastronomiche divertenti, che si rivelano ideali per chi, vivendo in città, cerca il contatto con la natura. Il fine ultimo è valorizzare le piccole realtà locali che investono in agricoltura biologica e praticano allevamenti non intensivi. Una scelta che comporta costi elevati, soprattutto rispetto ai profitti degli ultimi tempi. Ma in cambio si hanno prodotti genuini, certificati e di qualità, non comparabili rispetto agli alimenti che arrivano nei negozi tradizionali.