La gentilezza appesa a un muro
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In un mondo in cui si costruiscono muri di cemento e filo spinato, i muri della gentilezza possono rappresentare un atto rivoluzionario. I cosiddetti walls of kindness sono nati nel 2015 in Iran e si sono diffusi in diverse parti del mondo. Tutto ha inizio nella città di Mashhad: un cittadino che ha preferito rimanere anonimo ha piantato dei chiodi in un muro appendendo degli attaccapanni, accompagnati da un biglietto: “Se non ne hai bisogno, lascialo. Se ti serve, prendilo”. In poche ore sono comparsi maglioni, cappotti, sciarpe, ogni genere di capo d’abbigliamento. Negli anni questi muri colorati sono spuntati in tutto il mondo, Italia compresa.

L’ultimo allestito è a Milano, non lontano dal Cimitero monumentale, ed è un progetto a cura dell’associazione Tempio del Futuro Perduto. “Un muro in cui a qualsiasi ora si potranno trovare appesi vestiti invernali ed estivi, beni di prima necessità, libri e molto altro – hanno scritto postando una foto sulle pagine social dell’associazione -. Per chi ne ha più bisogno ma anche per la comunità del quartiere e la cittadinanza intera”. Nel 2016 anche a Palermo è nato un muro della gentilezza, in via Celso; nello stesso anno, a Roma, su una facciata della sede della municipalizzata AMA di via Cassia gli studenti del liceo Marymount International School di Vigna Clara hanno riposto le loro speranze, seguendo quello stesso principio: “Lascia quello che non ti serve, prendi quello che ti serve”.

A Firenze il muro della gentilezza si trova al Parco della Misericordia, a Borgo San Lorenzo, “Chi ha bisogno prende, chi ha dona”. Il passaparola sulla pagina Social Street Bellariva è stato velocissimo: tutti i sabati, dalle prime ore della mattina, sul muro fanno capolino scarpe, indumenti, cappotti. Beni di ogni tipo. “Abbiamo preso esempio dai nostri cugini di Social Street di Bologna – spiegano – e così abbiamo deciso di creare anche noi questo piccolo angolo dedicato alla solidarietà per i più bisognosi. Chi ha vestiti che non utilizza più, può appenderli a questo muro e lasciarli a disposizione di chi ne ha bisogno”. A Bologna oltre al muro della gentilezza, c’è quello ideato dalle tate dell’asilo nido “La Trottola”, pensato per aiutare i bambini in difficoltà: chiunque può prendere giocattoli e vestiti in caso di necessità.

Anche a Perugia, Monza, Pistoia, Catania e Trento si trovano luoghi nati con lo stesso obiettivo, dove prendere ciò di cui si ha bisogno senza doverlo chiedere, dove la generosità di chi dona incontra la necessità di chi, per dignità o per imbarazzo, non riesce a chiedere aiuto o a bussare alla porta di associazioni che svolgono questo tipo di servizio.