La felicità è socievole e ama i colori
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Il 20 marzo si celebra la Giornata Internazionale della felicità. A istituirla nel 2012 è stata l’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) in quanto ritenuta uno dei diritti fondamentali dell’uomo, oltre che scopo fondamentale dell’umanità. La scelta della data è legata all’equinozio di primavera. Ogni anno, l’ONU redige inoltre un Rapporto mondiale, nel quale i Paesi del mondo sono classificati in base al loro livello di felicità. Ad aggiudicarsi i primi tre posti della classifica, nel 2019, sono stati i Paesi del nord Europa. L’Italia raggiunge il 36° posto su 156 Stati.

E la felicità individuale? Alcuni mesi fa sono stati annunciati i risultati di uno studio realizzato a Harvard sulla felicità umana durato ben ottant’anni. Si tratta di uno degli esperimenti più lunghi mai compiuti, attraverso sette generazioni di ricercatori e un monitoraggio su 724 persone. La ricerca ha concluso che a incidere in misura significativa sul nostro benessere, stato d’animo e sulla lunghezza della vita sono le relazioni sociali. Quindi, sì ad amicizie, amore e buoni contatti; no alla solitudine. Chi in età avanzata ha più connessioni famigliari, amicali e comunitarie è più felice, gode di una salute migliore, sopporta meglio il dolore e ha una memoria meno soggetta al declino. L’indicazione perciò è a investire energie in relazioni di buona qualità, ricche di affetto e improntate sulla reciprocità.

Ne sono convinti anche in India, dove a febbraio Melania Trump ha visitato una scuola per l’infanzia di Nuova Delhi, partecipando alla lezione di felicità inserita nel programma e dicendosi molto colpita dal tipo di insegnamento. Il programma sperimentato in questa scuola ha l’obiettivo di promuovere le abilità sociali tramite un intervallo di 45 minuti in cui si leggono delle storie e si fanno esercizi mentali e di meditazione. In questo programma sono inserite inoltre attività fisiche e yoga.

L’India è anche la terra in cui i colori hanno una importanza speciale per la felicità. Si pensa infatti che l’uso corretto dei colori in un ambiente contribuisca al buonumore di una persona. Non a caso, qui si tiene ogni primavera uno degli eventi più noti al mondo, l’Holi Festival ovvero la festa dei colori. Holi è una festività induista che vuole celebrare una rinascita: con questo spirito, durante l’appuntamento le persone si lanciano tra loro le polveri indiane (che sono un mix di piante e spezie come la curcuma) con dell’acqua, cosicché le polveri e quindi il loro colore resti sulla pelle. I colori devono essere il maggior numero possibile perché rappresentano tutte le tonalità della vita e le diverse emozioni che si possono provare. Ognuno ha il suo significato: il blu ricorda l’acqua e dunque è simbolo di vita e potenza; il giallo protegge dai problemi fisici; il verde inneggia a un nuovo inizio; il rosso rappresenta ricchezza e benessere; il bianco è collegato a serenità e pace dei sensi, e così via.

Anche il Massachusetts Institute of Technology ha studiato gli effetti dei colori su alcuni disturbi: i benefici agirebbero positivamente su frequenza respiratoria, pressione sanguigna, bioritmi e attività cerebrale. E allora da oggi, più colore nelle nostre vite!

I colori hanno una speciale influenza sui nostri stati d’animo; un abbinamento corretto di colori, specie se all’interno di un ambiente, contribuisce infatti al nostro buonumore.