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La missione dell’UNICEF è quella di tutelare i diritti dei bambini e dei ragazzi in tutto il mondo. Questa volta L’UNICEF, dopo 70 anni, si mette in moto per il nostro paese, l’Italia, che da settimane si trova stretta nella morsa di un’emergenza sanitaria senza precedenti contro il Covid-19.

Non c’è tempo da perdere e bisogna essere tempestivi. La parola d’ordine, in questi casi, è “velocità” per rispondere immediatamente ai bisogni. E allora la macchina degli aiuti si aziona più velocemente possibile riuscendo a reperire i preziosi dispositivi sanitari di sicurezza fondamentali per permettere a medici, infermieri e a tutti coloro che sono in prima linea nella lotta contro il virus, di operare in sicurezza.

È una corsa contro il tempo, ma in pochi giorni dallo scoppio dell’emergenza arriva il primo carico: un camion con 37 pallet contenenti occhiali protettivi, tute, camici, mascherine, termometri, guanti e disinfettanti per le mani da distribuire negli ospedali italiani. Ma anche supporto psicologico e assistenza sanitaria ai bambini e ai ragazzi più fragili e vulnerabili.

Un primo importante risultato per essere al fianco degli operatori sanitari; ma è solo un primo contributo, a cui ne seguiranno altri, perché si tratta di un’emergenza sanitaria che non avrà durata breve e che nel frattempo ha coinvolto altri stati europei e del mondo intero.

Il materiale che l’UNICEF è riuscito a reperire sarà messo a disposizione della Protezione Civile che insieme al Commissario Straordinario per l’Emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, provvederà alla distribuzione negli ospedali che più ne avranno bisogno.

Ma l’intervento dell’UNICEF coinvolge anche gli oltre 5.000 bambini e ragazzi più fragili che vivono nel nostro Paese senza la rete di protezione famigliare e in contesti di degrado ambientale e sociale. È proprio a loro che l’UNICEF sta distribuendo kit igienici e sta effettuando screening medici in collaborazione con altre organizzazioni cercando di informare tutti su quelle che sono le principali norme igieniche da seguire per evitare, o quantomeno ridurre, il contagio.
Grazie a Foxy, che ha già scelto di essere al nostro fianco in questa sfida, e a tutti coloro che vorranno sostenerci. Ci auguriamo solo che l’emergenza non raggiunga quei paesi più fragili dove anche le necessità quotidiane sono una conquista ma purtroppo, mentre scriviamo, è già successo e allora UNICEF si prepara per una nuova estenuante corsa contro il tempo e una nuova destinazione. Per sapere tutto quello che l’UNICEF sta facendo nei diversi ambiti e approfondire l’argomento visita unicef.it/covid19