L’emozione di un libro, attraverso la voce
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La nostra voce, dono prezioso per chi non vede. Leggere un brano e regalare un frammento del proprio tempo. Questa è l’idea che sta alla base di #LeggiPerMe, la campagna che l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha lanciato con l’obiettivo di unire chi legge e chi ascolta.

Per chi non può vedere e quindi neanche leggere, la voce di chi può farlo è uno strumento fondamentale per diffondere la cultura e le emozioni scaturite dalla lettura. Come spiega l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti” partecipare è facilissimo: bastano la passione per la lettura, la voglia di mettersi in gioco e un pizzico di altruismo”. Si può scegliere un racconto breve, una poesia, una fiaba o il capitolo di un libro a cui si è particolarmente affezionati: l’importante è che la lettura del testo sia di una decina di minuti.

Grazie agli smartphone, che hanno preinstallate applicazioni di registrazione vocale, si crea un formato audio, avendo l’accortezza di utilizzare gli auricolari con microfono incorporato per garantire una migliore qualità. All’inizio si specifica il titolo del brano scelto, da quale libro è tratto, il nome dell’autore e l’editore, mentre alla fine della lettura si indica il proprio nome e cognome. Infine, il file audio si invia a volontarilp@uiciechi.it aggiungendo qualche piccolo dettaglio sul donatore di voce. L’iniziativa ha già raccolto molte adesioni, comprese quelle di personaggi noti. Tra questi ci sono lo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio e il giornalista e conduttore televisivo Michele Cucuzza, che da buon catanese ha letto e registrato un brano de “I Malavoglia”, opera del suo conterraneo Giovanni Verga. A questo link è possibile ascoltare tutti i brani già letti, registrati e inviati alla onlus.

Che ascoltare qualcuno che legge per noi sia un toccasana lo dimostra anche l’iniziativa dell’associazione romana “Molte voci tanti libri” (moltevocitantilibri.com). I suoi volontari, dopo aver seguito un corso di lettura con un’attrice professionista, dedicano un po’ del loro tempo libero ai malati, ai bambini, agli anziani. Con l’esperienza si impara a riconoscere i gusti letterari delle persone: “agli anziani piacciono tantissimo i “Racconti romani” di Moravia, ci ritrovano la città di quando erano bambini. Alcune persone non vedenti che abbiamo incontrato amano la poesia. Soprattutto Pascoli”. I lettori hanno portato libricini colorati anche nei reparti pediatrici dell’ospedale Bambin Gesù: ci sono bambini appassionati alle storie di treni o alle favole di Rodari. C’è sempre un’opzione per soddisfare tutti.

Alla base di queste iniziative vi è la fiducia nel potere della lettura. Si scelgono libri o brani belli e interessanti e si trasmette, anche a chi non può farlo da solo, la forza  coinvolgente e l’amore per le storie che ci trasportano per un po’ di tempo con l’immaginazione in altri mondi.