Google Maps, arrivano i percorsi senza ostacoli
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“Se visitate una città e non vedete nessuno che si sposta su una sedia a rotelle non significa che non esistono persone con disabilità ma che quella città non è stata costruita tenendo conto che queste persone ne fanno parte”. Questo è il pensiero che Sasha Blair-Goldensohn ha espresso sul suo profilo Facebook, in occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle persone disabili lo scorso 3 dicembre.

Blair-Goldensohn lavora in Google da 13 anni come ingegnere dei software. Quando nel 2011 un incidente lo ha portato su una sedia a rotelle, ha dovuto ripensare a tutta la sua vita. Gli spostamenti sono uno dei punti critici nella quotidianità delle persone a ridotta capacità motoria: barriere architettoniche e inciviltà – parcheggi riservati ai disabili occupati da altri senza alcun diritto, per esempio – scoraggiano molti dall’uscire di casa, soprattutto in metropoli come New York, dove Sasha vive.

E allora perché non pensare a un servizio che identifichi i percorsi migliori per spostarsi senza incontrare ostacoli? E qual è il sistema più conosciuto che dà supporto online alla navigazione?

Detto, fatto! Google Maps si aggiorna e dà una mano alle persone con disabilità. Il noto servizio di mappe creato da Google sa ora indicare con precisione alle persone in sedia a rotelle se il luogo dove sono diretti è accessibile oppure se presenta delle barriere architettoniche.

Blair-Goldensohn ha realizzato il progetto con un gruppo di suoi collaboratori sfruttando il programma “20% Time”. Si tratta di una politica aziendale di Google che permette ai dipendenti di spendere il 20% della loro giornata lavorativa per realizzare un progetto diverso da quello sul quale stanno lavorando normalmente. Dopo anni di lavoro e una campagna di crowdfunding, la piattaforma vanta oggi informazioni sull’accessibilità di 50 milioni di luoghi in tutto il mondo. Ad aiutare l’ideatore di questo progetto è stata anche una comunità di 120 milioni di persone: le cosiddette local guides aggiornano ogni giorno Google Maps, verificando se musei, ristoranti, stazioni e molto altro abbiano o meno punti d’accesso anche per le persone con disabilità motoria. A beneficiare di questo lavoro siamo in realtà tutti noi, non soltanto le persone con disabilità permanente. Pensiamo a chi ha una mobilità ridotta temporanea, ai genitori con il passeggino, ma anche semplicemente a una persona qualsiasi che porti con sé un trolley.

L’opzione “accessibile in sedia a rotelle” è disponibile anche in Italia per gli utenti di Google Maps: basta selezionare la modalità trasporto pubblico, e cliccare su “Opzioni”.