Dire “grazie” ci fa bene. Ecco perchè
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Ringraziare e non avere remore nel farlo fa bene alla salute e all’umore. Lo dicono gli studiosi del comportamento umano e gli scienziati di mezzo mondo. Per fare qualche esempio, alcuni ricercatori americani del National Institutes of Health – l’agenzia del Dipartimento della salute statunitense – hanno raccolto informazioni fondamentali su quanto sia importante la riconoscenza per il nostro cervello. Utilizzando le macchine per la risonanza magnetica, il team di neuroscienziati ha osservato e misurato le risposte cerebrali delle persone in situazioni ipotetiche. Il risultato? Rispetto al perdono o alla generosità, “la gratitudine può essere definita un fenomeno psichico a sé. E questo perché stimola una parte del cervello coinvolta nel cosiddetto circuito di ricompensa: l’area tegmentale ventrale”. Parliamo di una zona cruciale in tutti quei processi che ci portano a provare una sensazione di piacere. 

Merito della dopamina, neurotrasmettitore rilasciato dal cervello nel momento in sui si compiono azioni che il corpo ‘percepisce’ come vantaggiose. È quello che accade, ad esempio, quando mangiamo il nostro cibo preferito. Pizza o cioccolato che sia. Il risultato è un grande senso di appagamento, che può durare anche per mesi. Dire un semplice “grazie” fa poi letteralmente bene al cuore. Riduce gli stati di ansia e abbassa addirittura la frequenza cardiaca. Come dimostra un’indagine realizzata da un gruppo di scienziati in Corea nel 2017. Un team che ha raccolto dati anche su quanto invece il risentimento provochi effetti contrari alla riconoscenza, rendendo le persone più nervose, meno gioiose e facilmente irritabili.

La capacità di ringraziare pare incida poi anche sulle performance di lavoratori e studenti. A dirlo è il docente di psicologia Jeffrey J. Froh, della Hofstra University di Hempstead. Secondo l’esperto, gli studenti che provano sentimenti di gratitudine più forti, verso i compagni o i docenti, hanno voti più alti e riescono a stringere un maggior numero di amicizie. Un ‘grazie’ migliora infatti i rapporti sociali. In ufficio, ad esempio, rafforza la cooperazione e crea un clima di fiducia fondamentale per progettare e raggiungere gli obiettivi. Oltre ad evitare spesso l’insorgere di conflitti o invidie tra colleghi. E questo perché ringraziare permette di riconoscere l’utilità del gesto e di dare valore all’altro che si sente trattato da pari. La gratitudine è un metodo efficace per rinsaldare i rapporti con gli altri e far presente che diamo loro importanza. In altre parole, perché i benefici siano collettivi non basta pensare ‘grazie’, bisogna dirlo ad alta voce.